Il presente sito web utilizza i cookies per aiutare migliorare i servizi, e le informazioni ai suoi lettori. Se continuate ad usare questo sito, si suppone che l'utente accetta di utilizzare i cookie. Ricordiamo inoltre che dal tuo browser è possibile cancellare la cache e tutti i cookies principali.

La Gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Carrara

L’Accademia di Belle Arti possiede una collezione di circa 300 gessi  fra calchi dall’antico bassorilievi, modelli e calchi a tutto tondo di primo e secondo Ottocento e di primo Novecento. Risale al 1769, anno della fondazione dell’Istituto per volere di Maria Teresa Cybo, l’ingresso dei primi gessi che costituiscono il corredo didattico necessario per apprendere l’arte della scultura. Il vero  incremento della Gipsoteca si deve ad  Elisa Bonaparte Baciocchi che, alla guida dell’Accademia  dal 1806 al 1814, istituisce il  cosiddetto “Pensionato artistico” e favorisce l’entrata in collezione di calchi e modelli di illustri scultori neoclassici grazie al loro passaggio o  permanenza in città. L’incremento prosegue per tutta la prima e seconda metà dell’Ottocento fino ai primi anni Trenta del Novecento  grazie alle donazioni di artisti e di illustri famiglie di Carrara.  

I modelli e i calchi dei maestri di primo Neoclassicismo come  Antonio Canova, Lorenzo Bartolini e Bertel Thorwaldsen, con i suoi circa 30 pezzi, costituisce il nucleo più prezioso della collezione dell’Accademia insieme ad una serie di busti- ritratto eseguiti da Cartellier e Bosio e dal  prussiano Rauch, ospite gradito, quest’ultimo, di Maria Beatrice d’Asburgo d’Este. Al nucleo dei maestri si affianca l’altrettanto prezioso nucleo dei cosiddetti “allievi”. Carlo Finelli è presente con il gruppo de Le Tre Ore, Benedetto Cacciatori con il Mercurio, Pietro Tenerani con la Psiche svenuta, Psiche e Paride Offerente. Insieme ad altre opere di Demetrio Carusi,  Bernardo e Giovanni Tacca, Leopoldo Bozzoni, Carlo Chelli, Luigi Bienaimè, Ferdinando Pelliccia, Giuseppe e Pietro Lazzerini fino a Carlo Nicoli,  Fidardo Landi,  Abramo Ghigli,  Carlo Fontana e Arturo Dazzi, il nucleo degli allievi, diventati a loro volta maestri, costituisce la vera originalità della Gipsoteca di Carrara; una  “vetrina”  suggestiva ed unica che permette di comprendere le varie correnti  che hanno informato la scultura di primo e secondo Ottocento fino agli esiti del naturalismo e del verismo di primo Novecento.  

 

 

 

Bibliografia

S. Russo (a cura di), La Gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, con testi di S. Russo e R. Carozzi, Massa 1996.

A. V. Laghi, Carrara, la sua Accademia e il futuro museo dei gessi, in Le gipsoteche in Toscana per una prospettiva di censimento nazionale, Atti del Convegno a cura di C. Sisi e S. Condemi,  Pescia, 21 marzo 2001.

A. V. LaghiG. De Juliis (a cura di) Le gipsoteche delle Accademie Storiche  tra Museo, Tutela Didattica e Restauro, Convegno di Studi, Carrara (Accademia di Belle Arti) 2004.

A. V. Laghi, La sfortuna e il possibile recupero della gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, in L’accademia oltre l’Accademia, in G. Pozzi e G. Bindi (a cura di) Formazione, conservazione e comunicazione dell’arte, Atti del Convegno, Firenze (Accademia di Belle Arti), 14-16 marzo 2007, Firenze 2009.

A. V. Laghi- A. Macripò (a cura di)  D’Après Canova.L’800 a Carrara. L’Accademia e i suoi maestri, catalogo della mostra, Carrara (Palazzo Binelli, 25 giugno – 30 settembre 2011), Carrara 2011.

A. V. Laghi- A. Macripò (a cura di)  Il Tempo di Elisa. Il mito e la bellezza, Carrara (Accademia di Belle Arti 10 maggio-10 settembre 2012), Carrara 2012.

Accademie Patrimoni di Belle Arti, a cura di Giovanna Cassese, Gangemi, Roma 2013

L'Accademia di Belle Arti di Carrara e il suo patrimonio, a cura di Lucilla Meloni, Postmediabooks, Milano 2014