Descrizione

La forma museale, sin dalla sua ideazione, ha goduto di un rapporto complesso, interdipendente e in continua evoluzione con il lavoro dell'artista. Partendo dalle mostre Museum as a Muse: Artists Reflect (a cura di Kynaston McShine, New York, MoMA, 1999), Wunderkammer. Arte, Natura, Meraviglia ieri e oggi, (a cura di Lavinia Galli Michero e Martina Mazzotta, Milano, Museo Poldi Pezzoli e Gallerie d’Italia, 2013–’14) e The Keeper (a cura di Massimiliano Gioni, New York, New Museum, 2016) il corso esplora questo rapporto ricco e variegato attraverso una larga ricognizione storica sulle tipologie museografiche e un'indagine internazionale di opere d’arte ispirate ai musei, alle loro pratiche e politiche.

Gli artisti hanno studiato quasi ogni aspetto dei musei - dai sistemi curatoriali e amministrativi, alle strategie e priorità di esposizione, fino alle pratiche di raccolta fondi - utilizzando una serie di mezzi, tra cui pittura, scultura, fotografia, installazione, audio, video e performance art, per inquadrare riflessioni e critiche a riguardo. Molti si sono appropriati di aspetti della pratica museale come una strategia concettuale o formale, alcuni hanno anche costruito veri e propri musei personali.

La parola “museo” deriva dal greco “museion, che significa casa delle Muse, le nove dee responsabili dell’ispirazione creativa. Nel corso del XX secolo, il museo ha ampliato la sua funzione di contenitore o deposito per le arti diventando un luogo di ispirazione e di attività artistica. Nel corso terzo millennio, mantenendo l’identità di luogo di conservazione e di studio, ha assunto forme sempre più dinamiche, capaci di prestarsi alla riflessione sulle complesse problematiche della contemporaneità. Tutto il sistema dell’arte si è andato parallelamente articolando in nuove strutture e circuiti di produzione, circolazione, vendita e valorizzazione culturale locale e internazionale, all’interno dei quali numerosi attori giocano ruoli di sinergia o di antagonismo: gallerie, case d’asta, fiere, editoria, musei, mercanti, critici, collezionisti.

L’analisi del nesso fra valore estetico, storico, sociale ed economico di un’opera è cruciale per comprendere il senso complessivo della produzione artistica come fenomeno peculiare della cultura in cui viviamo. Il corso ripercorre la storia del museo dal Rinascimento italiano sino alle realizzazioni più recenti, fiorite con straordinaria accelerazione nell’ultimo ventennio. Illustra le trasformazioni del significato e del senso delle istituzioni espositive pubbliche e private; i ruoli e le funzioni che hanno assunto sotto diverse bandiere e regimi; la capacità di adeguarsi all’evolversi della società, che le ha portate a essere protagoniste indispensabili alla crescita culturale delle comunità umane. Il corso affronterà vari aspetti della storia dell’arte contemporanea in relazione al nuovo ruolo assunto dal museo e dai grandi eventi espositivi, al dialogo fertile con la creatività di oggi, in un costante gioco di incrocio e di reciproca influenza. In relazione quindi a particolari forme di innovazione in ambito espositivo, sarà illustrato il lavoro di artisti contemporanei come Marcel Broodthaers, Tobias Rehberger, Rirkrit Tiravanija, Hinka Shonibare, Pascal Martine Tayou, Vik Muniz, Marina Abramovic, Ai Weiwei, Gianfranco Baruchello, Ydessa Hendeles, Fiona Tan, e tanti altri.   

Immagine: Marcel Broodthaers, Museo d'Arte Moderna, Dipartimento delle Aquile, 1968-’71 

prof. Bindi



Il corso illustra i fenomeni storico-artistici fondamentali nel rapporto fra le arti e la tecnologia, attraverso la visione e il confronto di opere, personalità, periodi, con particolare riferimento al tardo Settecento, all'Ottocento, al Novecento e alla contemporaneità. Corrispondenza utopia catastrofe come categorie di orientamento didattico nel dialogo fra gli artisti e le macchine. Le lezioni saranno ampiamente supportate da proiezioni di immagini, film, video, documentari, dall'ascolto di brani musicali e dalla consultazione di siti web.

prof. Pellizzola



Le pratiche della citazione nell’arte contemporanea: persistenza e mutazione delle immagini.

Il corso riflette sul concetto di citazione nell’arte contemporanea: sulla sopravvivenza e sulla mutazione delle immagini, sulle modalità attraverso cui diversi artisti all’interno di differenti poetiche e linguaggi hanno messo in pratica la citazione.

La citazione è intesa come sguardo e prelevamento operato dall’artista su opere d’arte e frammenti di esse, sulle forme cioè che sono giunte a noi in quanto già codificate come opere d’arte. La citazione, legata a un procedimento concettuale per cui l’arte riflette su se stessa, è assunta in ogni caso come un’operazione critica e di scarto linguistico e tocca trasversalmente diversi linguaggi della ricerca visiva: dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al cinema e alla videoarte. Dalle citazioni che percorrono la neoavanguardia (dagli anni Sessanta del Novecento) agli attuali reenactment, si segue un percorso volto a dimostrare la persistenza del concetto di citazione nelle sue molteplici declinazioni nelle pratiche artistiche contemporanee. 

prof. Meloni

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